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Questa pagina riassume quello che Carmine spiega in questi video del canale:
Banco batterie o batterie in parallelo?
Un banco batterie è un’unica batteria fatta da più box collegati anche con il cavo di comunicazione tra i BMS: un box fa da master e gli altri da slave. Il master sa quanti box ci sono e comunica all’inverter la capacità totale; per esempio, la corrente di carica ammessa cresce con il numero di box. Con i Growatt funziona così.
Se invece colleghi le batterie solo in parallelo, senza comunicazione, aumenti sì l’accumulo, ma l’inverter vede una sola batteria (o lavora solo a tensione) e ogni box si carica e si scarica a modo suo: uno arriva pieno prima, uno ha un SOC diverso, e si inseguono sbilanciamenti.
Le regole per aggiungere una batteria
- Stesse celle: stesso marchio e stesso tipo. Mai celle diverse nello stesso banco. Lo stesso lotto sarebbe l’ideale, anche se comprando in tempi diversi non sempre è possibile.
- Stesso BMS: per esempio Seplos V3 con Seplos V3. Seplos V2 e V3 sembrano simili, ma sono BMS diversi e non fanno un banco insieme.
- Stessa versione di firmware dei BMS, altrimenti comunicano male.
- Cavo di comunicazione e indirizzi impostati per creare master e slave.
- Cavi tutti uguali: stessa sezione e stessa lunghezza per tutti i box, prendendo come misura il box più lontano dall’inverter. Lo stesso vale per più inverter in parallelo o in trifase.
- Positivo dal primo box e negativo dall’ultimo: così il carico si distribuisce su tutto il banco.
Cavi e barre
Il cavo si sceglie in base a corrente e lunghezza. Carmine fa l’esempio di un inverter da 6 kW che chiede circa 110 A alla batteria: per i collegamenti brevi usa cavi da 35 mm². Barre di rame lunghe e scoperte non servono e sono pericolose: a 50-55 V in continua, con quella corrente, un cacciavite che cade può fondere. Per calcolare la sezione puoi usare il calcolatore dei cavi.
Dopo l’installazione: i primi cicli
Alle prime cariche il BMS non sa ancora quanta energia è entrata e uscita: la percentuale può sembrare sbagliata. Dopo qualche ciclo completo il SOC si allinea. Non scaricare la batteria a zero per «correggerla»: se il valore resta strano, chiedi a Carmine.
Batterie CEG: come crescere
I kit CEG sono pensati per crescere: si parte, per esempio, con un Growatt da 6 kW e una batteria da 16 kWh massimi, e poi si aggiunge un box compatibile o un altro inverter in parallelo. Ogni ampliamento si verifica prima con Carmine. Vedi le batterie CEG e prova il calcolatore della batteria.
Domande frequenti
Posso mettere in parallelo batterie di marche diverse?
Collegarle solo in parallelo è possibile, ma non formano un banco: l’inverter vede una sola batteria e ogni box lavora a modo suo, con sbilanciamenti. Per un banco servono stesse celle, stesso BMS e stesso firmware.
Posso unire una batteria con Seplos V2 a una con Seplos V3?
No: sembrano simili, ma sono BMS diversi e non creano un banco master/slave. Se hai il V2 aggiungi un box con V2, se hai il V3 uno con V3.
Che cavi servono per collegare più batterie?
Cavi della stessa sezione e della stessa lunghezza per tutti i box, dimensionati su corrente e distanza; positivo dal primo box e negativo dall’ultimo. Per un Growatt da 6 kW Carmine usa cavi da 35 mm² su collegamenti brevi.
Dopo aver aggiunto una batteria la percentuale è strana: è normale?
Sì, nei primi cicli il BMS deve ancora imparare quanta energia entra ed esce. Dopo qualche ciclo completo il SOC si allinea; se non succede, chiedi a Carmine.
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Prima di acquistare, parliamone
Partiamo dal dimensionamento del tuo impianto fotovoltaico: verifichiamo consumi, compatibilità e configurazione in base alle tue esigenze. Ogni acquisto richiede un nuovo preordine CEG, anche se hai già acquistato, per registrare il prodotto e attivare il supporto tecnico e l’assistenza CEG.
